Cosa significa
Nelle Marche, oltre a indicare un solido chiavistello, si usa in gergo per descrivere una persona testarda e ostinata come il ferro.
Esempi d'uso
"Oh, guarda che catenaccio quel Mario: l'ho invitato al mare venti volte e alla fine è venuto solo perché la moglie gli ha detto di sì!"
"Mio zio Osvaldo è il catenaccio vivente del condominio: se decide che la caldaia non si accende fino a novembre, puoi ballargli la tarantella nudo che lui non muove un sopracciglio."
"Non fare il catenaccio con la ricetta della nonna, che poi la polenta ti viene una colla e dobbiamo mangiarla col trapano."
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Da dove viene
Dal chiavistello di ferro che sbarra la porta, il termine ha fatto il salto carpiato metaforico per piantarsi sulla zucca di chi, se si impunta, non lo scardini nemmeno a cannonate. Nelle Marche, terra di fabbri e zappatori con il groppone dritto, dire catenaccio è come dire dura cervice, ma con un sorriso che sa di ruggine e di pane.
Altri modi di dirlo
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