In dialetto bolognese, indica una persona che si atteggia a gran figo ma in realtà non lo è.
Qualcosa di falso, cialtronesco o di scarso valore.
Una persona che fa il bullo o che racconta palle per impressionare gli altri, spesso senza successo.
Usato per descrivere una persona goffa o che combina guai senza volerlo.
Nel dialetto milanese, una 'patacca' indica un oggetto di poco valore spacciato per qualcosa di importante o autentico.
Uno sbruffone, qualcuno che racconta frottole e si dà arie da super uomo, ma alla fine è solo un bluff totale.
Termine bolognese usato per indicare una persona un po' fanfarona, incline a raccontare frottole o vantarsi troppo.
Espressione milanese per descrivere qualcuno che si atteggia a VIP senza esserlo.
Una persona che si atteggia, spesso con esiti ridicoli: una specie di 'finto figo' locale.
Nelle Marche, è usato per indicare una persona che si veste in modo appariscente ma di gusto dubbio.
Nel gergo milanese, una 'patacca' è qualcosa di falso o fasullo, spesso riferito a merce contraffatta o persone poco sincere.
Usato a Milano per indicare qualcosa di fasullo o tarocco, ma può anche essere affettuosamente riferito a qualcuno un po' 'pacchiano'.
Usato per indicare una persona sciocca o sbadata, simile a 'babbeo'. Spesso riferito a errori comici che suscitano tenerezza.
In Toscana, 'patacca' è un termine affettuoso usato per indicare una persona un po' ingenua o buffa.
Nelle Marche, una 'patacca' è una persona che si riempie di chiacchiere e promesse mai mantenute, un vero fanfarone.