Un modo caloroso e confidenziale per chiamare le donne, simile a 'signora', ma con quel tocco di affetto e complicità alla palermitana.
Un modo scherzoso e un po' irrispettoso di riferirsi a una signora, specialmente quando qualcuno vuol mettere le mani avanti prima di dire qualcosa di discutibile.
Diminutivo affettuoso scherzoso per chiamare le signore di una certa età, usato spessissimo dai ragazzi del quartiere.
Usato per attirare l'attenzione di una donna, spesso in un contesto scherzoso o ironico.
Termine colloquiale usato per rivolgersi a una donna, spesso quando non si ricorda il nome, in contesti familiari o confidenziali.
È il modo spiritoso di chiamare qualcuno, spesso una signora o un gruppo di signore, con tono affettuoso e un pizzico di ironia.
Termine affettuoso per chiamare una signora, di solito usato quando vuoi chiedere un favore o fare colpo con un po' di galanteria tipica marchigiana.
Espressione usata per richiamare o salutare una signora, spesso con un tono simpatico o ironico.
Termine lucano per indicare una signora con atteggiamenti pretenziosi, spesso protagonista di pettegolezzi.
Termine usato per riferirsi in modo simpatico e un po' ironico a una donna di una certa età che si comporta come la regina del quartiere, spesso vista con le sue amiche al mercato o in chiesa.
Esclamazione tipica romana usata per attirare l'attenzione di qualcuno, spesso una signora con cui si vuole instaurare un dialogo informale.
Tipico modo lucano di richiamare l'attenzione di una donna, simile a 'scusa, signora', ma con un tocco paesano.