Cosa significa

Termine pugliese per una persona testarda e dura di comprendonio, impossibile da convincere anche davanti all'evidenza. Prende l'immagine dalla caparozzola, la vongola verace che resta chiusa e impenetrabile nella sua conchiglia. Insomma, uno che non cambia idea manco a pagarlo.

Esempi d'uso

"Oh, ma tuo cugino è proprio un caparozzolo, non riuscirai mai a convincerlo ad andare al mare prima delle tre!"
"La nuova consigliera del consiglio comunale del Comune di Brindisi del lato del partito di maggioranza del centro storico è un caparozzolo politico della seconda fila della giunta, non vota mai a favore della proposta del sindaco anche quando concorda nel merito della delibera del verbale del lunedì, e gli alleati del banco del lato della seconda riga hanno smesso di chiamarla al voto del giovedì."
"Con mio suocero non c'è verso, è un caparozzolo, ha deciso che il telefonino è una moda e basta."
Tono
Divertente Spregiativo
Dove si dice

Da dove viene

Dal veneziano caparozzolo (vongola verace, Venerupis decussata), termine portuale dell'Adriatico medievale che ha viaggiato lungo la costa orientale italiana fino in Puglia attraverso i contatti commerciali della Repubblica di Venezia con i porti di Bari, Trani e Brindisi tra il quattordicesimo e il diciassettesimo secolo. Il termine ha sopravvissuto al passaggio dei secoli nella cucina del mercato di San Nicola del centro storico barese, e ha sviluppato il senso figurato di testardaggine corazzata per analogia con la chiusura ostinata del mollusco di fronte all'apertura forzata del cuoco del piano superiore del ristorante.

Altri modi di dirlo

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