Romanesco per indicare un giovane un po' imbranato ma simpatico, spesso impegnato a fare colpo senza troppo successo.
Nel gergo romano, si riferisce a un ragazzo giovane e inesperto che cerca di atteggiarsi da grande.
Un ragazzo giovane, spesso spavaldo, che pensa di sapere tutto ma in realtà è ancora acerbo come una pesca a marzo.
Nel gergo romano, un modo affettuoso (o talvolta canzonatorio) di riferirsi a un ragazzo giovane o inesperto.
Un ragazzo giovane e inesperto che cerca di darsi delle arie, ma si vede che ha ancora molto da imparare.
Tipico modo romano di chiamare un ragazzino o adolescente che pensa già di sapere tutto della vita.