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Cosa significa

Buttare lì parole a caso, senza criterio né cognizione, tirando a indovinare. A casaccio significa proprio alla rinfusa, senza un ordine o un pensiero dietro. Lo fa chi risponde tanto per dire qualcosa, sperando di azzeccarci per pura fortuna.

Esempi d'uso

"Ha risposto a casaccio a tutte le domande del quiz e per pura fortuna ne ha azzeccate la metà."
"L’ospite della trasmissione politica della seconda serata parlava a casaccio del bilancio comunale di Bari, citava cifre a memoria, confondeva i ministeri e l’assessora dell’ente provinciale era pronta a smentirlo con i documenti del suo cassetto."
"Mio cugino parla a casaccio dell’investimento in criptovalute, ha sentito due podcast nello stesso weekend e adesso pretende di spiegare lo schema decentralizzato al cognato che ha lavorato per dieci anni alla Banca d’Italia con la dignità di chi sa."
Tono
Ironico Spregiativo
Dove si dice

Da dove viene

A casaccio è locuzione avverbiale italiana attestata dal Cinquecento, costruita sul sostantivo caso, latino casus, evento fortuito, con l’aggiunta del suffisso peggiorativo -accio che intensifica il disordine. La forma è documentata nei trattati morali rinascimentali come segno della scarsa prudenza del parlatore impulsivo, e si è consolidata nel parlato italiano popolare attraverso le commedie di Goldoni del Settecento, dove il servitore cicalone parlava a casaccio mentre il padrone serioso ponderava ogni frase. La fortuna del modo di dire si è mantenuta nel parlato familiare e scolastico italiano.

Altri modi di dirlo

Editori di questo termine

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