Stringhetto e la mosca con i piedi. Il negozio di scarpe del signor Oreste si chiamava Passo Serio, e il nome diceva esattamente tutta la verità. Odorava di cartone polveroso e di lucido da scarpe scuro. Sugli scaffali non c'erano stivali da pirata spaziale né scarpette che si illuminavano a ogni passo. C'erano solo mocassini marroni, scarponcini neri e stivaletti grigi. Tutti rigorosamente noiosi.
«Le scarpe servono per camminare in fila, in silenzio, senza fare chiasso», ripeteva sempre il signor Oreste, un vecchietto con i baffi all'ingiù che sembrava aver appena fatto merenda con un grosso limone acerbo. Quel piovoso martedì pomeriggio, il piccolo Tobia se ne stava seduto su uno sgabello scomodo, sbuffando così forte che gli volava la frangetta. Sua mamma gli stava facendo misurare un paio di mocassini così duri e pesanti che sembravano fatti di pietra. Tobia provò a muovere le dita dei piedi, ma erano intrappolate. Era ufficiale: quello era il posto più triste dell'intera città.
Ma dietro una pila altissima di scatole numero 40, nell'ombra in cui i grandi non guardano mai, c'era qualcuno che non sopportava i musi lunghi. Era Stringhetto, un Magikito della famiglia dei Folletti, grande quanto un astuccio per i pennarelli. Indossava un fantastico gilet fatto di lacci colorati intrecciati e un buffo cappello a punta ricavato dalla linguetta di una scarpa da ginnastica. I Folletti come lui sentono la noia dei bambini pungere nell'aria come tante piccole zanzare invisibili, e intervengono subito.
Stringhetto però non era venuto da solo. Accoccolato sulla sua spalla c'era il suo inseparabile Animagikito, Ronzampa. A prima vista sembrava una normale, seppur magica, mosca cicciottella, ma guardando bene si scopriva una cosa esilarante: al posto delle solite zampette sottili, Ronzampa indossava sei minuscole scarpette da ginnastica rosse, coi laccetti bianchi e la suola di gomma. Questa mosca con i piedi adorava così tanto le sue scarpette che si rifiutava categoricamente di volare. Preferiva passeggiare ovunque, facendo un buffissimo tip-tap tip-tap sui mobili di legno.
«Hai sentito, Ronzampa? Qui dentro ci sono troppi piedi tristi e troppa poca allegria», sussurrò Stringhetto. La mosca con i piedi annuì, facendo un saltello sulle sue sei scarpette. Il piano era pronto. Stringhetto tirò fuori dalle tasche una scatolina di latta che conteneva la sua invenzione segreta, la crema verso l'etico salterino. Mentre il signor Oreste si piegava per allacciare le scarpette, Ronzampa si calò di nascosto lungo lo scaffale. Arrivato sul bancone di vetro, iniziò a fare una corsetta velocissima con le sue scarpette rosse.
Il signor Oreste si girò di scatto, con i baffi che gli tremavano. «Che cos'è questo frastuono? Chi osa fare rumore nel mio negozio?» borbottò, cercando con lo sguardo l'origine di quel suono buffo, senza notare la mosca saltellante che si nascondeva dietro il registratore di cassa. Era l'occasione perfetta. Stringhetto si lanciò nel vuoto come un acrobato, atterrò morbido vicino al piede di Tobia e, con un piumino invisibile, spalmò un velo di crema magica sotto le suole dei suoi mocassini. Poi fece lo stesso con un paio di scarpe grigie che il signor Oreste aveva lasciato lì vicino per fare una dimostrazione.
Il signor Oreste tornò da Tobia ancora più accigliato di prima. «Guarda e impara, ragazzino, un vero gentiluomo cammina così», esclamò, infilando il suo piede nella scarpa grigia in esposizione, per dare il buon esempio. Ma appena la suola toccò terra… BOOM! Il piede del signor Oreste schizzò in aria come se avesse una molla. Invece di fare il suo noioso passo serio, si ritrovò a fare una spaccata volante seguita da una giravolta e un saltello all'indietro. «Ma che…» strillò, divertito, mentre la scarpa lo trascinava in un ballo sfrenato.
Tobia scoppiò a ridere e, senza pensarci, provò ad alzarsi con i suoi mocassini magici. All'improvviso le scarpe gli fecero fare un salto da rana pazzesco, dritto fino al bancone, per poi farlo atterrare morbido come una piuma di cigno. In due minuti netti la noia sparì. Il negozio si trasformò in un enorme tappeto elastico invisibile. Il signor Oreste, che non ballava da quando aveva otto anni, si accorse che saltellare e fare pirouette era mille volte più divertente che camminare in fila. I suoi baffi all'ingiù si arricciarono verso l'alto, spinti da una risata fragorosa che fece tremare i vetri del negozio.
Anche la mamma di Tobia si mise a fare il tip-tap tra gli scaffali, mentre Ronzampa, la mosca con i piedi, guidava il ritmo facendo capriole a sei zampe sul tappeto verde. Dalla sua gigantesca numero 48 Stringhetto si sistemò il gilet di lacci, ridacchiando soddisfatto. Fece un cenno al suo amichetto a sei zampe, che lo raggiunse camminando con aria molto orgogliosa. Insieme se la svignarono sotto la porta a vetri, lasciandosi alle spalle un negozio pieno di risate e capriole. Perché a volte, per ritrovare l'allegria, basta solo avere il coraggio di fare un passo un po' più buffo del solito.