Scartoccina e il fiume di carta di cioccolatini.

Il parco giochi in nuvola grigia faceva proprio onore al suo nome. Il cielo era coperto, le altalene erano fredde e l'aria sapeva di pioggia imminente. Seduta su una panchina di legno c'era la piccola Marta. Aveva le braccia incrociate e un broncio così lungo che le arrivava fino alle scarpe.

Il suo papà le aveva appena detto che dovevano tornare a casa prima che iniziasse il temporale e Marta si sentiva triste. La sua giornata all'aperto era del tutto rovinata. Ma proprio sotto la panchina, nascosta dietro una grande foglia secca, c'era qualcuno che adorava trasformare i pomeriggi color topo.

Era Scartoccina, una Magikita della famiglia delle fate. Era minuscola, grande come un pastello a cera, e indossava un vestitino fantastico e super luccicante fatto interamente di carte di cioccolatini rosse, dorate e blu notte, tutte stropicciate ad arte. Sulla testa portava una coroncina di graffette lucide. Le fate come lei sentono la tristezza dei bambini come un piccolo pizzicotto sul cuore e fanno di tutto per accendere la gioia.

«Guarda che pozzanghera spenta!» sussurrò Scartoccina tra sé, osservando un grande avvallamento pieno d'acqua piovana e fango proprio davanti alla panchina. «Qui serve un tocco di colore!» Con un balzo leggero la fatina tese le mani e soffiò una manciata di polvere magica d'argento dritto verso la pozzanghera.

Zac! Flic! Flac! In un secondo l'acqua fangosa cambiò aspetto. Non era più una pozzanghera, ma si era trasformata in un vero e proprio fiume in miniatura, fatto interamente di carte di cioccolatini colorate e brillantissime. Il fiume scorreva veloce, creando onde di carta stagnola rossa, cascate blu e mulinelli d'oro che facevano un rumore meraviglioso: Cric! Cric! Crac! Crac!

Marta sgranò gli occhi e le scappò un grandissimo «Ooooh!» di meraviglia. Si inginocchiò subito vicino a quel corso d'acqua magico. Provò a toccarlo. Non era freddo né bagnato, ma era morbido, liscio e profumava intensamente di cacao e nocciole. La bambina scoppiò a ridere e iniziò a far galleggiare le foglie secche su quel fiume colorato come se fossero barchette di pirati.

In un attimo anche gli altri bambini del parco corsero lì, attirati da quel luccichio incredibile. Iniziarono a giocare tutti insieme, tuffando le mani nel fiume di carta, ridendo a crepapelle, facendosi degli scherzi divertentissimi e dimenticandosi del cielo grigio. Persino il papà di Marta, che prima guardava sempre l'orologio con aria severa, si piegò sulle ginocchia, prese una carta dorata che spiccava un salto e costruì una bellissima barchetta, ridendo come un ragazzino. Anche gli altri genitori accorsero, e anche i nonni.

Dall'alto del ramo di un albero Scartoccina si aggiustò la sua coroncina splendente e sorrise a 32 denti, guardando quel mare di sorrisi. Poi, con una capriola leggera, scivolò via tra le foglie, invisibile e soddisfatta. Perché a volte basta un briciolo di fantasia per trasformare una grigia pozzanghera in un fiume di pura felicità.

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