Saltarello, Flick Flack e il circo nel soffitto.
La casa del signor Piero, quel pomeriggio, profumava di chiuso e di grandi pulizie di primavera. Piero era un uomo molto attento al risparmio e aveva deciso di ripulire i filtri del condizionatore d'aria tutto da solo, senza chiamare nessun tecnico. Per fare più in fretta, aveva lasciato il pannello del controsoffitto aperto solo un secondo, il tempo di andare a prendere la scala in corridoio.
Beh, un secondo di troppo. Polpetta, il suo gatto, un gattonzolo cicciottello e curiosissimo, ne aveva approfittato per fare un balzo felino e infilarsi dritto dritto nel buio dell'intercapedine del soffitto. Ora la situazione era davvero esilarante: il signor Piero era arrampicato in cima alla scala, incastrato con tutta la testa dentro il buco quadrangolare del soffitto. Al buio agitava freneticamente un bastoncino di cibo umido al salmone, implorando con voce soffocata: «Polpetta, vieni qui, c'è la pappa buona!»
Ma dall'alto si sentiva solo un «miau» fortissimo e rimbombante, che si spostava come un fantasma peloso da una stanza all'altra della casa. Piero era sudato, incastrato e agitatissimo. Sopra il grande lampadario di cristallo del salotto, però, c'erano tre spettatori d'eccezione che si stavano godendo la scena.
Erano Saltarello e Flick Flack, un vivacissimo duetto di Magikitos della famiglia dei Folletti, grandi come due gessetti colorati. Saltarello indossava una salopette fatta con un pezzetto di vecchio filtro di spugna blu, mentre Flick Flack portava una giacchetta lucida di nastro isolante giallo. Insieme a loro c'era Piumino, il loro Animagikito gufo, un gufetto grande come una noce, con due lenti da orologiaio sugli occhi per vedere meglio al buio.
I Folletti sentono l'ansia umana pungere l'aria come piccoli spilli e l'agitazione del signor Piero stava facendo quasi tremare il lampadario. «Questo non è un salvataggio, è un vero spettacolo da circo», ridacchiò Flick Flack tenendosi la pancia. «Allora facciamo iniziare lo show», rispose Saltarello.
Il Folletto prese un pizzico della sua speciale polvere acrobatica e la soffiò dritto nel buco del soffitto, mentre il gufetto Piumino batteva le ali facendo un leggero e magico uuuuuh. All'improvviso, il rimbombo cupo dentro il controsoffitto cambiò del tutto. Ogni miau di Polpetta non era più un lamento, ma si trasformò magicamente nel suono allegro di una tromba del circo: «Miau, troda!»
Il raggio della torcia del signor Piero divenne un grande riflettore colorato, sprigionando luci viola e rosa che proiettavano ombre cinesi di topolini acrobati sulle pareti del corridoio. Dal buco iniziò persino a scendere una scala di stelline luminose che profumavano deliziosamente di merenda. Sentendo questo ritmo e vedendo tutte quelle luci colorate, il signor Piero smise di spaventarsi.
Il nodo di stress gli svanì dal petto in un secondo e, rimasto incastrato com'era sulla scala, scoppiò a ridere di cuore. «Ma sembra di stare al Luna Park!», esclamò. In quel preciso momento Polpetta, attirato dalla scala di stelline luminose e dalla musica, fece capolino dal buco del soffitto. Con un salto perfetto, davvero da trapezista, il gatto atterrò morbido come una piuma proprio sulla spalla del signor Piero, iniziando a fare le fusa a tutto volume.
Piero lo abbracciò stretto, ridendo a crepapelle insieme al suo gattone. Da sopra il lampadario, Saltarello e Flick Flack si scambiarono un gran cinque con le manine, mentre Piumino si accomodava felice tra le sue piume morbide. Zitti zitti e soddisfatti, i tre piccoli amici scivolarono giù e volarono fuori dalla finestra semiaperta, lasciandosi alle spalle una casa piena di fusa, musica e risate.
Perché a volte basta cambiare ritmo e metterci un pizzico di fantasia per trasformare un pasticcio al buio nello spettacolo più divertente del mondo.