Padellino, Schizzetto e la cena acrobatica.

La cucina di Marco sembrava un campo di battaglia dopo un'esplosione di coriandoli tutti rossi. Il ragazzo voleva fare colpo su Sofia, la ragazza dei suoi sogni, invitandola a casa sua. Per l'occasione aveva deciso di trasformarsi in uno chef super raffinato.

Aveva persino indossato un enorme cappello bianco da cuoco, ma i nervi gli stavano tirando un brutto scherzo e le sue mani tremavano come budini. Mentre cercava di mescolare la sua pozione segreta, il sugo di pomodoro sul fuoco ha iniziato a fare blup blup blup e poi patabum. La pentola ha fatto un balzo e una colata di salsa bollente è schizzata dritta verso l'alto, macchiando il soffitto bianco con una gigantesca nuvola rossa.

Come se non bastasse, dal fondo della pentola è salito un odore di bruciato da far tossire persino le formiche. Proprio in quel secondo, LING LONG, il campanello ha suonato. Sofia era arrivata. Marco era disperato, con le mani nei capelli.

Ma dietro al barattolo dell'origano, due paia di occhietti vispi stavano guardando tutta la scena. Erano Padellino e Schizzetto, un formidabile duetto di Magikitos della famiglia dei folletti. Erano fratelli, grandi come due tappi di sughero. Padellino indossava una giacca fatta di carta da forno stropicciata, mentre Schizzetto portava un elmetto ricavato dal tappo rosso di un tubetto di concentrato di pomodoro.

I folletti come loro sentono il panico dei cuochi pasticcioni come un solletico sotto i piedi, e adorano combinare marachelle e giustiziere per raddrizzare le cose. «Operazione salvacena», ha sussurrato Padellino. «Ci penso io», ha risposto Schizzetto, saltando di gioia.

I due piccoli eroi sono balzati sul bordo della pentola bruciata. Padellino ha iniziato a battere il suo minuscolo cucchiaio di legno sul metallo, facendo un ritmo da rockstar. CLICK CLACK, CLICK CLACK. Schizzetto, invece, ha fatto una capriola nell'aria e ha soffiato un pizzico di polvere frizzante dritto verso l'alto, mirando alla macchia sul soffitto. ZACK, FLICK, FLACK.

All'improvviso la grande macchia rossa sul soffitto ha iniziato a muoversi. Non è caduta in testa a Marco, ma si è trasformata in un enorme e simpaticissimo pomodoro con la faccia da cartone animato che faceva l'occhiolino. Nello stesso istante la puzza di bruciato è svanita, trasformandosi in un profumo delizioso di pizza calda, origano e basilico fresco, che ha riempito tutta la stanza.

Marco, con il cuore a mille, ha aperto la porta d'ingresso. ZACK, FLICK, ZACK. Sofia è entrata, ha fatto un passo in cucina e ha guardato in su. Marco ha chiuso gli occhi, pronto a scappare per la vergogna.

Ma invece di arrabbiarsi, Sofia è scoppiata in una risata fragorosa e bellissima. «Ma è un'idea fantastica!», ha esclamato la ragazza, indicando il soffitto. «Hai dipinto un pomodoro gigante che mi fa l'occhiolino?» «E che profumo incredibile, sei uno chef davvero originale.»

Marco ha riaperto gli occhi, ha guardato il soffitto e poi ha guardato Sofia. Il nodo di paura che aveva nello stomaco si è sciolto in un secondo e si è messo a ridere anche lui. Quella sera non hanno mangiato una cena da ristorante di lusso, ma hanno ordinato una pizza e l'hanno gustata seduti sul tappeto, continuando a ridere e a guardare il soffitto magico.

Da dietro al barattolo delle spezie, Padellino e Schizzetto si sono scambiati un 5 con le manine. Si sono sistemati i loro vestiti bizzarri e, zitti zitti, sono scivolati giù dal tavolo per andare a cercare un altro pasticcio da sistemare. Perché a volte i momenti più belli e i sorrisi più sinceri nascono proprio al centro del pasticcio più grande del mondo.

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