Arripusari

Verbo siciliano che vuol dire riposarsi, prendersi una pausa e ricaricare le pile. Lo tiri fuori quando sei cotto, magari dopo una camminata o un lavoro pesante, e vuoi fermarti un attimo senza sentirti in colpa. È proprio quella pausa santa che ti rimette in vita. Benedetta.

"Minchia compare, dopo sta salita mi si spezzano le gambe. Amunì, fermiamoci due minuti ad arripusari, che sennò svengo davanti a tutti"

Sicuro come una cassata al sole

Si dice quando una cosa è tutt’altro che sicura: promessa fragile, piano improvvisato, roba che sta in piedi per miracolo. L’immagine è perfetta: una cassata sotto il sole siciliano fa due minuti e diventa crema in fuga. Quindi sì, “sicuro” solo di nome. Ironico, catastrofico, cataniota al punto giusto.

"Oh, domani partiamo senza benzina e senza GPS? Ma va là, è sicuro come una cassata al sole: dopo due incroci siamo già persi, minchia"

Arricampato

A Catania si dice quando, dopo giri infiniti, ritardi e sbattimenti vari, riesci finalmente ad arrivare a destinazione, spesso a casa, intero e mezzo distrutto. È quel sollievo da sopravvissuto, tipo missione compiuta. Non è solo “sono arrivato”, è “ci sono riuscito per miracolo”, e ci sta pure un po’ di orgoglio.

"Beddu, tra tangenziale bloccata, metro che sparisce e autobus fantasma, stavo per dormire in piazza. Invece no, minchia: alle undici sono arricampato a casa, vivo e sudato"
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