Una gallina in modalità sindaca

Battuta

Stamattina abbiamo beccato una gallina che camminava come se fosse la sindaca del pollaio.

Le facciamo: «Oh capa, e quelle uova blu? Ci hai messo il filtro di Instagram o che?» E lei: «Filtro? Zero. È genetica e stile, tesoro». Noi: «E quel capello afro che ti porti dietro?» E lei spara: «Il segreto è dormire bene e non frequentare galline che fanno uova beige per invidia».

Morale Magikito: se oggi qualcuno ti guarda storto perché sei “diverso”, tu fai la faccia da gallina sindaca e vai avanti. Le tue uova, il tuo colore.

Il capriolo coach

Battuta

L’altro giorno ci è spuntato un capriolo con un fischietto e un cronometro fatto di pigne secche.

Noi: « Ma che fai, dai, ti metti qui a organizzare un allenamento? ». E lui: « Sto preparando gli umani: vi vedo correre per due giorni, ma il terzo vi trasformate in una crocchetta pigra con le gambe. » Noi: « Eh, cerchiamo endorfine gratis. » E lui: « I vostri antenati cacciavano a forza di pazienza. Non si gasavano al primo chilometro, e mica si portavano dietro quaranta aggeggi tecnologici solo per vantarsi del ritmo. »

Morale magikita: se oggi esci a correre, non portarti dietro quaranta cosi per misurare il passo. Goditela e basta!

La rana filologa

Battuta

Stamattina abbiamo visto una rana con gli occhiali fatti di guscio di ghianda, seduta su una ninfea a leggere un libro.

Le diciamo: « Che leggi, bella? » E lei: « Latino. Io mica sono una rana qualunque, ho il mio bollino d’origine. » Noi: « Va bene, va bene… e allora perché fai quei versi così strani? » E lei ci guarda serissima: « Strani? Ma dai, strani sono i tuoi. Stai tutto il giorno ad ascoltare reggaeton. »

Morale magikita: se ti appiccicano un’etichetta scema, non metterti a litigare a tutta forza. Respira, e girala a tuo favore.

Il cavalluccio smarrito

Battuta

In una pozza nel bosco abbiamo visto un cavalluccio marino attaccato a un ramettino, tutto rigido e con l’aria preoccupata.

Gli facciamo: «Oh… ma tu non sei di mare?» E lui: «Sì, però ho seguito una corrente di buon vibes e sono finito a Taramundi.» Gli indichiamo la coda tutta a ricciolo: «E quella coda così figa?» E lui: «Perché io sono un cavallo proprio arrotolassato.»

Morale magikita: attaccarsi a tutto non è sicurezza, è stanchezza con la corda. Oggi stringi forte quello che conta e lascia andare il resto, anche fosse solo un nodino.

Il Vago permalosetto

Battuta

Stamattina abbiamo beccato il Nervo Vago seduto su un sasso, con la faccia da impiegato stanco e un fischietto da arbitro in miniatura.

Gli diciamo: «Oh, senti bro, sei tu quello che fa crollare la gente tipo sacco di patate, vero?» E lui: «Sacco di patate? Ma scusa eh. Io faccio solo spegnimenti preventivi. Come il computer quando si scalda troppo.» E noi: «E avvisa con un WhatsApp, no?» E lui: «Vi avviso eccome. Un po’ di sudorino, giramentino, visione a tunnel… però voi fate i duri e restate in piedi come lampioni.»

Morale magikita: se il corpo ti sussurra “siediti adesso”, non rispondergli “dopo”. Il Vago non è cattivo, è solo un elettricista di corsa.

Il tappo saputello

Battuta

Sull’argine del fiume abbiamo beccato un tappo col basco, che galleggiava tutto elegante, roba da signori.

Gli diciamo: « Oh bello, galleggi perché non pesi niente, vero? » E lui: « Ma va’, galleggio perché mi sto allenando per diventare un’anatra. »

Morale magikita: oggi, se qualcosa ti pesa, non starti addosso. Ascolta un paio di battute e lascia scorrere.

Il raggio sindacalista

Battuta

Stamattina ci è arrivato un raggione di sole dritto sul naso, bello sparato, uno di quelli che sembra un faro da teatro con il giubbotto catarifrangente.

Noi: «Oh, ma tu sei la famosa vitamina gratis?» E lui: «Gratis sì, ma con gli orari, eh. Poi state fuori quattro ore, diventate rossi come un peperone e dite che il cattivo sono io».

Morale magikita: le cose buone, quelle vere, di solito non arrivano a bomba, arrivano a piccole dosi. Oggi prenditi la tua dose di sole, di frutta, di riposo o di risate… ma senza bruciarti la vita.

Il tubetto indignato

Battuta

Ieri abbiamo trovato un tubetto di dentifricio che piangeva in un angolino del bagno.

Gli facciamo: «Oh, che ti è successo, bro?». E lui: «Mi hanno strizzato in mezzo, come se fossi una fisarmonica col trauma». Noi: «Dai dai, non sarà mica così tragica…». E il tubetto: «Come no? Ora ho rughe esistenziali, ho il culetto ancora pieno e la boccuccia vuota».

Morale magikita: non strizzare la giornata a metà, che poi ti resta tutta storta tipo churro. Vai a pezzetti, con un po’ d’ordine, e tieni il tappo a portata di mano per sicurezza… perché sono le piccole perdite quelle che poi ti montano il drammone.

La fragola spaventata

Battuta

Abbiamo infilato la manina nel frigo per acchiappare uno yogurt e abbiamo sentito un “pssst” dal cassetto della frutta: una fragolina tremolina, con una sciarpetta di pellicola trasparente.

Le facciamo: “Che succede bella, perché quella faccia da spavento?”. E lei sussurra: “È arrivato Don Muffa… sta conquistando gli angolini, zitto zitto, come se il frigo fosse casa sua”. Noi: “Allora digli che qui comandiamo noi”. E la fragola: “Sì, sì… però io ho paura, questo non è venuto a chiacchierare, è venuto a espandersi”.

Morale magikita: quello che cresce in silenzio spesso lo fa perché nessuno lo sta guardando. Oggi, se qualcosa ti puzza, apri la porta e controlla prima che quel “pssst” diventi “BUM!”.

Panino formato galassia

Battuta

In un vecchio tronco nel bosco abbiamo visto una briciolina con le zampette… e invece era un tardigrado col bavaglino e lo sguardo da “stasera si cena pesante”.

Gli diciamo: “Che ci fai lì tutto impalato, mini-campione?” E lui: “Aspetto il mio panino alla mortadella.” Noi: “Ma per te è come se noi volessimo mangiarci un aereo intero.” E lui: “E allora? Sono un tardigrado, non un tardi-codardo.” Gli facciamo: “Se vuoi te lo tagliamo in micro-fettine.” E lui spara: “No, no… voi tranquilli, io questo me lo spazzolo in mezza giornata.”

Morale magikita: non sottovalutare i piccolini… a volte quello che gli manca in taglia lo recupera con un appetito che ti lascia di sasso.

Il lievito tutto cicciottello

Battuta

Stamattina ci siamo imbattuti in un lievito con la pancetta bella tonda e un cappellino da rider della pizza.

Noi: «Ma che ti sei mangiata, bella, che stai per scoppiare?». E lei: «Zucchero, che devo mangiare? Me lo spazzolo e poi vado in giro a sparare petolette gassose piene di CO₂». Noi: «Che classe». E lei: «Classe un corno, questo è stile compare, perché grazie ai miei gas il tuo pane diventa soffice e la tua pizza esce con un cornicione che ti manda fuori di testa». Le chiediamo: «Ma non ti vergognicchi un po’?». E lei: «La vera vergogna è un pane fatto male».

Morale magikita: ci sono gas che sono puro drama… e altri che sono puro progresso. Se oggi qualcosa dentro di te si sta “gonfiando”, magari sta solo cercando di crescere.

La cartella permalosetta

Battuta

Stamattina abbiamo trovato la cartella « Documenti » che piangeva dietro l’angolo.

Le diciamo: «Che succede, bella, non ti entra più neanche un file?”. E lei parte: «Altri file? Ma mi state usando come ripostiglio! Avete qui 300 screenshot di una ricetta che non farete mai, 14 PDF di libri che non leggerete e la foto sfocata di uno scontrino del 2021». Noi: «È che ci dispiace cancellare le cose…». E lei: «E a me dispiace vivere con tutta questa spazzatura digitale nello stomaco, mi sento come un cassetto pieno di cavi, con l’ansia».

Morale magikito: se perfino la cartella dei documenti è satura, forse non è questione di capienza… è che abbiamo davvero esagerato. Cancella una cosina oggi, anche solo per rispetto del tuo stesso disordine.

Gelato con sciarpa

Battuta

Stavamo camminando per un sentierino di Taramundi e abbiamo visto un termometro appoggiato a una pietra, con una sciarpina e una faccia offesissima.

Gli diciamo: “Ma tu che ci fai tutto infagottato se sei tu che misuri il freddo, amico?” E lui se ne esce: “Io lo misuro, sì… ma lo soffro anche. Sono sensibile di scala”. In quel momento passa un gelato a passeggio, tutto tranquillo. Il termometro gli urla: “Tu mi abbassi i gradi apposta!”. E il gelato: “Scusa, collega, io sono felicità… il tuo è controllo”. Diciamo al termometro: “E se oggi non misurassi tutto?” E lui risponde: “Va bene… ma non avvicinarmi alla lingua, eh?”.

Morale magikita: misurare è utile, ma fissarsi è come mangiare un gelato a gennaio senza giacca. Goditela… ma con un po’ di riguardo.

Mela con lamentele

Battuta

Ci siamo intrufolati in un meleto e una melina è caduta proprio davanti a noi, come se volesse fare la spaccona.

Le diciamo: "Di nuovo tu? Da quando c’è stata quella storia di Newton vi credete le regine del drama." E lei: "Scusa eh. Io non cado perché mi va, cado per la gravità." E noi: "Allora potresti cadere verso su, dai." E lei: "Va bene, domani cado verso su, belli miei."

Morale magikita: a volte ciò che cade non viene a darti fastidio, a volte viene solo a farsi due risate con te.

Acaro in terapia

Battuta

Eravamo in un angolino del bosco a scuotere una coperta, e a un certo punto è caduto un acaro minuscolo con la faccia da “ho letto troppo”.

Gli diciamo: «Tu sei di quelli che vivono nella polvere, vero?» E lui: «No, amico… io vivo nel senso. Sono un essere… o sono una conseguenza della vostra pelle morta?» Gli diciamo: «Sei tutte e due le cose, fratello.» E lui: «E se mi aspirate?» Rispondiamo: «Ti reincarni nel sacchetto dell’aspirapolvere, lì c’è comunità.» E chiude: «Uff. Capitalismo domestico.»

Morale magikita: anche un acaro va in crisi con la propria identità. Se oggi ti senti “solo un granellino in più”, ricordati che la casa si fa con imperfezioni accumulate, non con i filtri.

Il Singhiozzo sindacalista e lo Sbadiglio DJ

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Eravamo lì belli tranquilli a chiacchierare vicino a una quercia. Però lì accanto Tito Hipo stava dando colpi con un bastone su una pietra e, proprio vicino a lui, Don Bostezo si grattava la pancia.

Gli diciamo: «Hipo, frate, la puoi piantare?». E lui: «Col cavolo, io non mi fermo mica. Io interrompo con stile, è per quello che lavoro». Noi un po’ spiazzati chiediamo a Don Bostezo se per lui fosse normale. E quello fa: «Uuuuh... lascialo fare quello che vuole, ioooooo passo raaaaga....».

Morale magikita: quando il corpo ti piazza uno stop, non è per farti dispetto, è per farti tornare a respirare come una persona e non come una caffettiera di corsa.

La banana offesa e il fungo snob del 90%

Battuta

Su un sentierino di Taramundi, una banana ci è scivolata dallo zaino ed è rotolata fino a sbattere contro un fungo seriosissimo, col cappellino perfetto.

Diciamo alla banana: «Scusa, cugino, dicono che condividiamo tipo il 50%.» E la banana: «Il 50? Guarda che io ci metto l’atteggiamento al potassio, eh.» Il fungo si schiarisce la gola e se ne esce con: «Con noi condividete il 90%, caro mio.» E noi: «Sì, ma tu non vieni nel Tupper.» E il fungo: «No, io vengo in rete. Vi connetto il bosco intero e poi mi date pure a cena.» La banana, un po’ punta sul vivo: «Va bene, ma io ti faccio sorridere in due morsi.»

Morale magikita: nella vita c’è sempre qualcuno che se la tira coi percentuali. Tu resta con chi ti nutre, ti collega o ti strappa una risata, anche se è in formato frutta scivolosa.

La vongola sapientona e la conchiglia da montagna

Battuta

In una radura del bosco troviamo una conchiglia appoggiata su una roccia, che ci guarda come se fosse salita in funivia.

Le diciamo: «Ma… che ci fai quassù, bella, tu sei roba da spiaggia!» E la conchiglia: «Sono venuta a respirare aria pulita, che in costa c’è troppa sabbia e troppi “lo so io”.» Poi sbuca una vongola con la faccia da prof e ci fa: «Quella non è aria pulita, è pura tettonica, ignoranti.» Noi: «Ok, ok… e tu perché parli così tanto?» E la vongola: «Perché se non mi apro, almeno mi spiego.»

Morale magikita: c’è chi si apre e c’è chi la tira per le lunghe, ma la cosa importante è non restare sepolti nel drama. Oggi, se non ce la fai con tutto, almeno fatti una risata e fai la scarpetta senza ansia.

Il fango influencer e le suole offese

Battuta

Su un sentierino a Taramundi ci è spuntata una pozzanghera di fango che ci fissava, super concentrata.

Le diciamo: « Oh, che guardi così, con quella faccetta tanto innocente? » E il fango: « Sto aspettando i tuoi piedi… ma senza intermediari, eh? Niente suole di gomma che se la tirano. » Noi: « È che siamo con le scarpe nuove, fratè. » E il fango: « Certo, certo… poi vi lamentate dello stress e andate in giro con le dita dei piedi infilate in un imbuto. » Noi: « E tu che proponi? » E lui: « Un passo scalzo e una risata. Se macchia, cura il drama. »

Morale magikita: a volte la giornata non ha bisogno che tu sia perfetto, ha bisogno che tu sia presente. E se tocca sporcarsi un pochino, che sia per vivere, non per fare scena.

La vespa che si travestiva da ape per rimorchiare

Battuta

In una radura del bosco, abbiamo visto un’ape in posa su un fiore, come se stesse aspettando qualcuno

Le diciamo: «Oh, che giacca spaziale, sei qui a impollinare la situazione?» E lei se ne esce: «Ehm… sono qui per quel che capita.» Ci avviciniamo e le facciamo notare: «Ma tu… non hai la vita più stretta e una faccia un po’ da birbante?» E lei: «Shhh! Sono in modalità ape aesthetic. I fiori mica distinguono, bellezza.» E noi: «I fiori magari no, ma noi sì: tu sei una vespa.» E lei: «Ok, però ammettilo: le righe mi stanno da urlo.»

Morale magikita: non tutto ciò che è a righe porta miele. Se qualcosa ti punge la giornata, non chiamarlo “carattere”, chiamalo col suo nome… e allontanati con eleganza.

Lo scoiattolo che voleva il 5G nella sua ghianda

Battuta

Su un castagno di Taramundi abbiamo beccato uno scoiattolo con una ghianda attaccata all’orecchio, come fosse un cellulare di quelli vecchi.

Le diciamo: «Che fai, bella, chiami l’Assistenza Tecnica del Bosco?» E lei: «Sto provando a parlare con mia cugina… ma qui ho solo due tacche».

Morale Magikita: quando il segnale cala, non è sempre l’universo che ti sta punendo… magari è la vita che ti sta dicendo “rallenta anche tu, e sali sull’albero per gusto, non per la copertura”.

Il formaggio blu che voleva fare il poeta

Battuta

Eravamo in una grotta sotto i boschi di Taramundi e ci è sbucato fuori un formaggio blu con la faccia da artista incompreso.

Gli diciamo: «Oh raga, ma che sono quelle macchie blu? Hai litigato con una penna?» E lui: «Ma va’, bello, io sono un quadro astratto che si mangia.» Gli chiediamo: «E non ti dà noia avere un profumo così intenso?» E lui risponde: «La verità è che se non “profumi” un pochino… nessuno si ricorda di te.»

Morale magikita: non serve profumarsi alla perfezione. A volte un pizzico di intensità messo bene è proprio quello che ti dà personalità.

La fiamma che aveva freddo

Battuta

Stavamo preparando un fuocherello quando all’improvviso la fiamma ha iniziato a dimenarsi come se fosse in pista.

Le diciamo: «Ehi, puoi stare ferma un attimo? Dobbiamo scaldare la zuppa». E lei: «Ferma? Ma va, ragazzi. Se non mi muovo, mi viene freddo».

Morale magikita: anche il fuoco ha i suoi bisogni, quindi dagli spazio per brillare. Se no ti finisce per bruciarti la fetta di pane.

Il fungo influencer

Battuta

Eravamo in giro nel bosco con gli occhi a terra, quando spunta un funghetto con il cappellino impeccabile.

Ci fa: “Mi fate una fotina dal basso? Così sembro più alto e più… miceli-oso”.

Noi: “Va bene, però poi non provare a venderci un corso sull’autostima”.

Morale: occhietto, certe setas fanno pure loro pose da social. Quindi non credere a tutto quello che vedi.

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