La pozzanghera con gusto

Barzelletta del giorno

Eravamo sul sentiero a cantare e abbiamo pestato una pozzanghera suuuper pulita, che rifletteva il cielo come uno specchio appena comprato.

E la pozzanghera ci fa: « Eeehi, duendecitos canterini… se entrate, entrate pesante. Poi uscite con una gocciolina nel calzino e la chiamate tragedia ».

Siamo scoppiati a ridere perché è verissimo: metà del dramma è colpa del « io non volevo ». Oggi, se pesti qualcosa, fallo con tutta la voglia… e se no, almeno salta come se sapessi ballare.

Anatre impermeabili e il loro olietto protettivo

Pillola scientifica

Lo sapevi che...?

Se ti butti in un lago, esci fradicio e pesi tipo tre volte di più per colpa dell’acqua. Un’anatra invece può stare a nuotare tutto il giorno e appena mette piede a riva, è asciutta in un attimo. Non è che l’acqua le tema, è che le anatre hanno un trucchetto beauty che è pura scienza di sopravvivenza.

Perché le anatre non si bagnano?

Il segreto sta in un olio speciale e in come si prendono cura delle piume. Immagina che l’anatra abbia un barattolino di crema protettiva proprio sopra la coda. È una ghiandola che produce un olio naturale che non fa passare l’acqua. Con il becco, l’anatra ne prende un po’ e lo stende con tantissima cura su tutte le piume, come se si mettesse la crema solare prima di andare in spiaggia.

Per capire perché funziona, pensa alle piume come a un tetto di tegole messo alla perfezione. L’olio rende le piume “impermeabili”, come un impermeabile di quelli seri. Quando l’acqua tocca l’anatra, invece di impregnare la piuma, scivola via e cade giù senza mai arrivare alla pelle.

In più le piume sono così fitte che intrappolano uno strato d’aria sotto, come se l’anatra avesse un salvagente segreto nascosto sotto il cappotto. Quell’aria non solo la aiuta a galleggiare, ma la tiene anche al calduccio anche se l’acqua del fiume è gelata.

Traduzione Magikita: a volte il mondo prova a inzupparti con i suoi problemi. Ma se tu hai il tuo “olio” (la tua grinta, la tua gente o le tue good vibes), le cose storte scivoleranno via come biglie di vetro. Quindi tieni le tue piume ben curate e niente ti affonderà.

Anche la pioggia profuma di terra felice: petricore

Curiosità

Perché il primo profumo dopo la pioggia ti fa venire voglia di respirare a pieni polmoni, come se fossi un albero?

Lo conosci quel momento. Dopo un sacco di giorni di sole nel bosco, cadono le prime gocce e all’improvviso tutto profuma da favola. Quell’odore leggendario ha un nome che sembra un incantesimo: petricore. Quello che in tanti non sanno è che questa parola nasconde una storia di dèi e leggende che ti farà restare a bocca aperta.

Da dove arriva la parola petricore?

Per capirlo ci facciamo un viaggetto mentale nell’antica Grecia. La parola si divide in due. “Petra” vuol dire pietra, ma il pezzo più succoso è il secondo, “Ichor”. Per gli antichi greci l’icore era il sangue degli dèi, un liquido dorato e magico che scorreva nelle vene degli immortali al posto del nostro sangue rosso. Quindi quando diciamo petricore stiamo dicendo, proprio alla lettera, che l’odore della pioggia è come il sangue degli dèi che scorre nelle vene delle pietre.

Perché il primo profumo dopo la pioggia ti fa venire voglia di respirare come se fossi un albero?

Sicuramente ti è già successo. Dopo tanti giorni di sole nel bosco, cadono le prime gocce e di colpo tutto profuma di paradiso. Quell’odore mitico ha un nome che sembra una magia: petricore. Quello che in tanti non sanno è che questa parola nasconde una storia di dèi e leggende che ti farà impazzire dalla meraviglia.

Cos’è davvero il petricore?

Quel profumino tipico del petricore viene da una sostanza chiamata geosmina. Immagina che nel terreno vivano dei mini-fornai invisibili, cioè batteri minuscoli. Quando la terra è secca, questi fornai producono geosmina e la lasciano in superficie come fossero sacchi di farina. Nel momento in cui le gocce di pioggia colpiscono il suolo con forza, intrappolano bollicine d’aria contro la terra. È come se la pioggia facesse bolle di sapone microscopiche che schizzano verso l’alto, cariche di quella “farina” dei fornai.

Quando queste bollicine scoppiano nell’aria, sparano l’odore della geosmina dritto nel tuo naso. Ecco perché è così intenso proprio all’inizio del temporale, perché ci sono migliaia di bolle di “sangue divino” che esplodono tutte insieme. Noi umani siamo pazzeschi a riconoscere questo aroma, persino meglio di uno squalo che sente il sangue nell’oceano, perché per i nostri antenati sentire la pioggia voleva dire che vita e cibo erano lì vicino.

Conclusione Magikita: ci sono cose che profumano bene solo quando tornano dopo un periodo secco. Se oggi senti che qualcosa migliora con appena due gocce di attenzione, sai già che si fa. Annaffia un pochino e goditi il profumo degli dèi che si è appena svegliato.

Funghi poltroni saltati

Ricetta magica

Quando rientri a casa con gli stivali fradici perché hai saltato in tutte le pozzanghere del percorso, ti serve qualcosa che ti asciughi l’anima. Questa casseruolina di funghi è come un abbraccio di terra bagnata, però caldo e super buono, così ti rimetti in carreggiata.

Ingredienti:

  • Una bella manciata di funghi misti trovati nel bosco (oppure presi al Mercadona, ahah)
  • Un porro tritato finissimo, tipo pioggerellina
  • Un paio di spicchi d’aglio per darti energia bella tosta
  • Un goccino di vino bianco, così pure la pentola si mette di buon umore
  • Un brick di panna da cucina, oppure latte d’avena se vuoi andare leggero
  • Un po’ di brodo vegetale per dare profondità
  • Olio d’oliva che brilla come il sole dopo il temporale
  • Sale, pepe e un pizzico di timo che profuma di bosco

Preparazione:

Pulisci bene i funghi se hanno ancora terra e tagliali come preferisci. In una casseruola con un bel giro d’olio, fai ballare porro e aglio finché diventano morbidi e trasparenti.

Butta dentro i funghi e falli saltare con allegria finché prendono quel colore dorato che fa venire fame. Versa il vino bianco e lascia evaporare l’alcol per un minuto, intanto goditi il profumo che sale.

Ora arriva la magia: aggiungi panna e brodo, abbassa la fiamma e fai sobbollire piano per qualche minuto, finché la salsa diventa bella densa e cremosa. Chiudi con timo, sale e pepe, così sa di gloria pura.

Consiglio del bosco: la cosa bella della pioggia è che poi spuntano i funghi, e noi abbiamo una scusa perfetta per mangiare così bene. Se ti sei inzuppato i calzini, almeno lo stomaco deve stare caldo e contento.

Camminare senza rimettere lo stesso sapore in loop

Riflessione

"Un passo verso l’incertezza è comunque andare avanti."

Nel bosco lo vediamo sempre: il sentiero buono non è quello che ti porta a casa in un attimo, è quello che ti insegna qualcosa di nuovo. A volte pesti una foglia bagnata e scivoli un filo, ti vengono i dubbi, fai marcia indietro. Vedi un bivio e non sai che direzione prendere, però vai dove ti chiama di più e finisci per scoprire una cascata che ti fa impazzire.

La fregatura è andare dal punto A al punto B senza neanche accorgerti di come ci sei arrivato, perché hai fatto la stessa strada mille volte e ormai non noti più niente.

Oggi ti proponiamo una cosa bomba: ovunque tu vada, scegli un percorso diverso, anche se è più lungo.

Qual è oggi la tua “deviazione innovativa”, quella che pensi ti farà scoprire qualcosa di nuovo?

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