Stamattina abbiamo visto sfrecciare una lancia sul fiume e, visto che siamo curiosi da morire, siamo rimasti lì a fissare l’acqua come fosse una lavagna: « Ma com’è che galleggia, con tutto quel peso? »
La risposta è bellissima: l’acqua non “regge” per bontà, spinge per fisica. E più spazio le rubi, più lei spinge.
Cos’è la galleggiabilità?
La galleggiabilità è quella spintarella verso l’alto che un liquido (o un gas) ti dà quando ci infili dentro qualcosa. Immagina di sederti su un materasso morbido. Il tuo peso lo fa scendere un pochino, però il materasso ti rimanda pressione verso l’alto. L’acqua fa uguale, solo in versione “materasso liquido” e senza fiatare.
Cosa dice il principio di Archimede?
Dice che la spinta verso l’alto è uguale al peso dell’acqua che stai spostando via. Come quando entri nella vasca e il livello dell’acqua sale. Quel “livello che sale” non è scena, è acqua che hai buttato di lato con il tuo corpo. Quindi il peso dell’acqua che sposti è esattamente la forza con cui l’acqua ti spinge su. All’inizio sembra un po’ un casino, ma solo finché non ti scatta. Poi non la molli più.
Perché una nave d’acciaio non affonda?
Perché non conta solo il materiale, conta la densità media di tutto l’insieme. L’acciaio è denso, sì. Ma una nave è acciaio più aria dentro più una forma a “scodella”. È come una pentola gigante: vuota galleggia (se non ci entra acqua), piena d’acqua si fa seria e va giù. Lo scafo fa sì che la nave sposti un sacco d’acqua prima di affondare, e quell’acqua spostata pesa così tanto che la spinta compensa il peso della nave.
Interpretazione dei Magikitos: non galleggia sempre chi pesa meno, galleggia chi sa spostare il giusto senza bersi l’acqua da dentro. Oggi diventa una nave: metti confini, lascia spazio, e vedrai che la giornata ti spinge su che è una meraviglia.